Quando meno te l’aspetti

Quando meno te lo aspetti

Il Responsabile del Personale di una piccola-media azienda stava attraversando momenti di difficoltà. L’azienda lavorava molto con la P.A. e vantava molti crediti. Di contro, doveva ancora pagare una mensilità arretrata al personale, debiti tributari e fornitori: in quel momento particolare, anche alcune migliaia di euro potevano servire per tappare qualche buco. Parlammo dell’ esercizio del diritto di Rivalsa. Ci disse che aveva registrato dei casi anche importanti negli ultimi anni: l’incidente a un operaio che viaggiava in scooter e che era stato investito da un’autovettura e l’incidente subito dal DG: assenze prolungate e che meritavano attenzione. Ci trovammo una settimana dopo e ci fece avere la documentazione di tre casi rilevati.

Preparammo la richiesta di risarcimento con cura e, dopo una semplice integrazione di informazioni, la compagnia ci comunicò di avere accettato pienamente la nostra richiesta: liquidò un ammontare di oltre 20mila euro dopo soli 40 giorni.   “Quando meno te l’aspetti”, ci disse soddisfatto il Responsabile del Personale che riuscì a scongiurare una protesta dei lavoratori per il mancato pagamento delle retribuzioni arretrate.

Scetticismo iniziale e soddisfazione finale

Scetticismo iniziale e soddisfazione finale

La responsabile dell’Ufficio del Personale dell’azienda alla quale avevamo avuto modo di presentare il servizio della Rivalsa del datore di Lavoro era rimasta entusiasta e sorpresa. In azienda c’erano dei casi non ancora prescritti -almeno quattro- ma bisognava parlare con il Presidente per potere proseguire concretamente in un rapporto ufficiale. Incontrammo il Presidente, il quale puntualizzò che non intendeva assumere alcun impegno economico e firmò un mandato aperto, cioè per tutti i casi passati, presenti e futuri che si fossero presentati. Firmò, inoltre, un’autorizzazione a esaminare i libri aziendali degli ultimi 5 anni per fare emergere tutti i casi possibili non ancora prescritti: i nostri consulenti individuarono 5 casi su cui potere lavorare. Dall’esame successivo verificammo che due di questi erano molto importanti per gli ammontari coinvolti, ma uno era andato in prescrizione per poche settimane, un caso relativo a responsabilità extracontrattuale accaduto molto tempo prima ma non andato in prescrizione, era di scarsa entità e fu abbandonato. Il caso importante era tale anche perché l’azienda aveva dovuto provvedere alla sostituzione del lavoratore che aveva subito l’incidente e il relativo costo doveva far parte della richiesta di risarcimento; ma bisognava dimostrarlo. Acquisite alcune importanti informazioni sulla struttura aziendale, preparammo una relazione che sottoponemmo alla firma del Rappresentante Legale dell’azienda. In poche settimane, grazie alla completezza delle pratiche presentate, la documentazione a supporto, l’accurata e dettagliata ricostruzione del costo del lavoro, l’azienda ottenne un buon risarcimento. L’ammontare pagato dalla compagnia era di tutto rispetto, rimaneva però una parte sostanziale che la compagnia non aveva liquidato e cioè il costo relativo alla sostituzione del lavoratore su cui la compagnia ha fatto tanta resistenza. Le pronunce della Cassazione e consolidata giurisprudenza ci danno fiducia a proseguire. Il Presidente dell’azienda non ha dubbi e aspetta un altro momento di grande soddisfazione. Che dire…. dopo tanto scetticismo?