Un party con un finale imprevisto

Un party con un finale imprevisto

Il Dott. Sergio (chiameremo con un nome di fantasia il protagonista della nostra storia) fu invitato a un party a bordo di un’imbarcazione ancorata al porto. Subì un incidente grave per la negligenza del conduttore. Dopo dieci mesi, ancora oggi, continua a lottare per evitare che i danni subiti dall’incidente occorsogli diventino una grave invalidità permanente con il rischio di potere utilizzare il braccio sinistro solo parzialmente. Affidandosi a Soluzioni Sinistri ha ricevuto le prime indicazioni su come affrontare la delicata situazione: lo abbiamo indirizzato nella corretta impostazione della pratica, dato il potenziale rischio che si era venuto a creare di non vedersi riconoscere il diritto al risarcimento a causa di una ricostruzione soggettiva dei fatti da parte del titolare e conduttore dell’imbarcazione. Abbiamo ristabilito quindi le condizioni per l’ottenimento di un equo risarcimento e un corretto rapporto con la compagnia di assicurazione. Oggi continuiamo a dargli il nostro supporto personale e professionale e insieme seguiamo fiduciosi l’evoluzione della vicenda certi che raggiungeremo gli obiettivi prefissati. Al Dott. Sergio abbiamo offerto la gamma dei nostri servizi globali. Ci ha ringraziato ma ci ha spiegato che lo farà solo se ne sentirà la necessità e che lui ha scelto Soluzioni Sinistri per la nota professionalità e correttezza che distinguono la Società.

Un raggio di sole

Un raggio di sole

Antonio e Maria (chiameremo con nomi di fantasia i protagonisti della nostra storia) si trovavano in una situazione di disagio. Dopo la morte del padre, Antonio aveva abbandonato gli studi. Era costretto a lavorare per integrare la pensione minima della mamma e faceva lavoretti precari. Poi un incidente cambiò la sua vita. In coma farmacologico per oltre tre mesi, con la mamma sempre accanto a lui; davanti a loro la prospettiva di uno stato vegetativo perenne, di problemi economici. Un loro amico comune ci contattò per loro. Acquisita la documentazione disponibile, in breve tempo assumemmo l’incarico e inviammo a Maria qualche documento da firmare e, soprattutto, un primo aiuto finanziario, un assegno per il sostentamento quotidiano. A questo altri ne seguirono con precisa cadenza periodica nel corso della nostra assistenza.

Antonio, intanto, superò la prima fase e venne trasferito dall’ospedale di Catania a Cefalù dove avrebbe ricevuto un’assistenza più appropriata per lo stadio psico-fisico raggiunto. Maria si trasferì lì, il nostro supporto finanziario fu un raggio di sole in mezzo alla tempesta: iniziammo insieme un percorso di assistenza morale, psicologica, finanziaria e professionale. Il nostro medico legale, lo incontrò e lo sottopose a una accurata visita e raccolse molte informazioni utili. Noi continuammo a supportare Maria e Antonio nelle spese quotidiane come l’assicurazione della macchina e li indirizzammo a un centro qualificato dove Antonio si sottopose alle terapie di recupero . La strada per ottenere il risarcimento è ancora lunga ma, anche grazie al nostro supporto, la famiglia continua a macinare progressi e nutrire speranza per il futuro, quella speranza che all’inizio sembrava smarrita. Antonio non vede l’ora di potere ritornare alla normalità, guidare la macchina, essere autonomo, tornare a lavorare: ha ricevuto da noi e tramite noi tanti consigli e suggerimenti pratici al fine di accelerare il processo di miglioramento.  Grazie al nostro intervento Antonio ha ottenuto una provvisionale sul risarcimento che gli sarà liquidato. Ancora molti successi ci attendono, con i nostri coraggiosi amici.